Proximity marketing per il retail

Proximity marketing per il retail

Nei tanti e vari settori di vendita al dettaglio, il proximity marketing non è di certo uno sconosciuto.

Nell’Ottobre 2014 – ormai un anno e mezzo fa – su Forbes, Greg Petro, scriveva un articolo dedicato al racconto di “come il proximity marketing sta guidando le vendite al dettaglio”.

Sempre nel 2014, a dicembre, anche il noto Brand di carte credito American Express, pubblicava nel proprio forum un approfondimento del blogger Robert Siciliano che affermava:

E’ probabile che gli utenti finiranno per percepire la tecnologia con beacon non più invadente delle telecamere di sicurezza nei negozi o della guardia di sicurezza che tiene d’occhio chi entra e chi esce dagli store. E per i rivenditori potrebbe essere il prossimo grande passo nel marketing, attraverso la creazione di una migliore esperienza di shopping per i clienti e di maggiori entrate per i singoli punti vendita.

E infatti non sono mancate – dal 2014 ad oggi – le case history anche d’eccellenza a proporre progetti pilota e innesti della tecnologia BLE con beacon nelle strategie complessive di Brand e realtà aziendali: Macy’s, American Eagle, McDonald’s, Gap Inc., Starbucks, i negozi di Laima, Ford, Coca-Cola, e molti altri.

Ma cosa davvero può aggiungere, quale valore e quali opportunità per il retail possono esserci nelle applicazioni concrete del marketing di prossimità con tecnologia beacon?

 

Proximity marketing per il retail

Cura dell’esperienza nei punti vendita

La tanto nominata “user experience” nel proximity marketing è – di fatto – un aspetto imprescindibile dell’esperienza all’interno dei punti vendita laddove i presenti possono anche essere utenti (attraverso la App della piattaforma di prossimità) e hanno dunque a disposizione opportunità fisiche quanto digitali per vivere appieno il luogo e il momento.

Proporre un’esperienza interessante, coinvolgente o comunque in grado di spingere i potenziali clienti a diventarlo o, ad ogni modo, a tornare nel negozio è – o dovrebbe essere – nel 2016 uno degli obiettivi centrali di ogni strategia di retail.

D’altra parte già nel corso del 2015 è emersa una consapevolezza per chiunque operi nel retail: non si vendono più prodotti ma esperienze, enunciato anche nel recente Retail’s Big Show 2016, svoltosi a New York lo scorso gennaio.

Dunque, il proximity marketing che davvero apporta valore per il retail è quello che cura l’esperienza dell’utente anche presente nel negozio e potenziale cliente. E’ nella conoscenza del target per personalizzare contestualizzando l’esperienza, che si celano le effettive possibilità di marketing.

Contenuti ed interazioni smart

In un mondo sempre più frenetico e connesso, dove ogni giorno si moltiplicano messaggi, slogan, e storie, sono due gli elementi che possono fare la differenza: i contenuti e le interazioni.

Tuttavia anche le modalità di diffusione e fruizione quanto i linguaggi possono determinare il successo o meno di una strategia: è necessario sostenere approcci smart, in particolar modo nel mobile.

Il marketing di prossimità si fonda su contenuti e interazioni smart, e le piattaforme di prossimità sono strumenti flessibili in grado di permettere ad ogni retailer ampia libertà e adattabilità ai contesti, i mercati, i luoghi, il target e le storie.

Curare contenti e interazioni negli store è anche l’opportunità di costruire e sostenere un legame più diretto con gli utenti, clienti o potenziali tali. Attraverso dinamiche come lo sharing, ma anche votazioni in loco, possibilità di commentare, scoprire dettagli dai backstage o nei ‘dietro le quinte’ delle aziende, gli utenti hanno maggiori occasioni di avvicinarsi all’azienda, di sentirsi parte dei valori e delle scelte, di entrare in contatto in modo attivo.

Mobile

Non dimentichiamo li crescente peso dell’uso di strumenti mobile nelle attività quotidiane di un numero sempre più crescente di persone.

Dalle consultazioni, l’uso di social network e sistemi di messaggerie istantanee, ricerche mirate, mappe, news e informazioni: sempre più persone navigano ovunque si trovano, da mobile, e lo fanno per le ragioni più svariate.

Secondo la previsione della decima edizione del Visual Networking Index Mobile di Cisco, del febbraio 2016, entro il 2020, ci saranno 5,5 miliardi di utenti di telefonia mobile, che rappresentano il 70% della popolazione mondiale.

Le opportunità del mobile sono dunque sempre più importanti nel peso effettivo di valutazioni e scelte anche per i consumatori. 

Se dunque, anche nei dati, il mobile risulta un elemento sempre più imprescindibile per i consumatori, prima, durante e dopo l’acquisto, il proximity marketing con beacon può sostenerne questa tendenza proponendo integrazioni all’esperienza fisica con opportunità digitali in loco fruibili via App.

Tu sei speciale

Del concetto “Tu sei speciale, per noi” ne abbiamo già dibattuto anche in altri articoli.
Tra mobile, connessioni perenni, opportunità di rintracciare informazioni, opinioni altrui nonché di avvicinarsi o – al contrario – allontanarsi da realtà aziendali, gli utenti potenziali clienti sono attirati da ciò che li colpisce e li coinvolge. A volte abbracciano valori e approcci, in altri casi è l’immaginazione il cuore pulsante delle scelte perché nell’idea di far parte di qualcosa si celano molti mondi.

Complessivamente però, al di là delle singole strategie, dei linguaggi e i canali scelti, uno dei messaggi che più colpisce il cliente o potenziale tale resta “Tu sei speciale”, per noi conti, ci teniamo a te insomma.

Il marketing di prossimità permette di applicare questo messaggio direttamente alla user experience, definendo, perfezionando e variando i contenuti e le interazioni che possono essere sempre più profilati anche in base ai dati che nel tempo si acquisiscono dagli utenti stessi e dai loro comportamenti.

Non si tratta dunque di bombardare gli utenti di messaggi promozionali in senso stretto, e non si tratta nemmeno di proporre in continuazione questo o quel prodotto presente nel negozio. Tutt’altro. Si tratta di far sentire a proprio agio l’utente che è presente in uno store del Brand, si tratta di sostenerne le unicità mostrando opportunità digitali integrate con l’esperienza fisica che sta vivendo riducendo le standardizzazioni.

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