Proximity marketing per il retail: 5 consigli pratici

Proximity marketing per il retail: 5 consigli pratici

Il proximity marketing per il retail può essere realizzato in numerosi luoghi e contesti, a partire da alcune consapevolezze di partenza che abbiamo già introdotto in un precedente articolo.

Molto si può realizzare, in sostanza, rispetto alla user experience e, nel complesso, per proporre ai clienti e potenziali tali un’esperienza originale, integrando le opportunità digitali con il contesto fisico in cui ci si trova.

Tuttavia, proprio perché la tecnologia BLE con beacon non è ancora entrata nella routine di famiglie e consumatori, è importante non sottovalutare difficoltà o criticità specifiche.

Proponiamo allora 5 consigli pratici per sostenere, favorire e rendere sempre più funzionale di valore il proximity marketing per il retail:

1. Bluetooth, GPS e funzione notifica attivi

Affinché la tecnologia con beacon funzioni correttamente, è sempre e comunque necessario che negli smartphone siano attivi:

  • GPS
  • bluetooth
  • la funzione notifica

Alcune Applicazioni attivano automaticamente alcune di queste funzioni per consentirne il corretto funzionamento, ad esempio se si necessita di un posizionamento satellitare.

Tuttavia in particolare il bluetooth è tutt’ora tenuto spento da numerosi utenti per ridurre il consumo della batteria negli smartphone.

E’ dunque necessario comunicare adeguatamente a chi entra negli store, tra negozi e centri commerciali che, per fruire dell’esperienza digitale, occorre tenere attivi GPS, bluettoth nonché la funziona notifica del proprio smartphone.

2. Non disturbarmi, sto facendo shopping!

Tra le abitudini di alcuni consumatori c’è il bisogno di non essere interrotti mentre stanno facendo shopping.

A volte si attiva la modalità ‘silenzioso’ nel proprio smartphone, altre si infila direttamente il dispositivo nelle tasche delle giacche o dentro le borse.

In ogni caso il proximity marketing ha bisogno che l’utente possa accedere – rapidamente e con semplicità – alla App nel proprio smartphone, perché é dalla App che l’esperienza fisica viene arricchita di contenuti, interazioni, idee, occasioni di vantaggio e ogni altro elemento a definire la user experience.

Di nuovo è attraverso le comunicazioni che si può mettere in condizione l’utente di usufruire delle opportunità digitali: è possibile inserire cartelli o avvisi all’interno del negozio. Inoltre prevedendo piccoli vantaggi per chi vive le esperienze digitali negli store si può favorire l’uso della tecnologia nonché la scoperta del valore concreto per l’utente.

Naturalmente se l’utente preferisce riporre il proprio smartphone mentre fa acquisti, è giusto rispettarne desideri e preferenze. Magari la prossima volta riceverà una notifica che lo incuriosirà prima di dimenticarsi dello smartphone…

3. Quale App?

Imprescindibile per la realizzazione del proximity marketing con tecnologia beacon è la App: chi entra nei negozi deve aver scaricato la App in grado di ricevere le notifiche impostate nei dispositivi posizionati nei locali stessi.

La App, però, può anche essere scaricata direttamente nello store, entrando ad esempio.

E’ opportuno segnalare debitamente la possibilità di scaricare la App – generalmente gratuita e disponibile per Android e IOS – anche con soluzioni personalizzate come:

  • inserendo il QR Code che rimanda al link per lo scaricamento;
  • proponendo lo scaricamento con segnalazioni creative, magari simpatiche o comunque in target (tra manichini, nelle aree dei camerini, adesivi o altri gadegt in target…);
  • ricordando la App anche alla cassa, ad esempio con promozioni o vantaggi dedicati a chi la utilizza.

4. Serve aiuto?

Sebbene il mobile sia in continua crescita e sempre più spesso si scaricano applicazioni e si accede a internet ovunque ci si trova, è bene non dimenticare che i clienti (o potenziali tali) non sono mai uguali e, anzi, farli sentire a proprio agio nei negozi è parte del rapporto tra Brand e consumatori.

Ecco perché, all’interno di una strategia di proximity marketing per il retail, è importante istruire adeguatamente il personale nel negozio, metterlo in condizioni di poter aiutare i clienti, mostrando il funzionamento della App e fornendo le corrette spiegazioni affinché sia sempre più chiaro il meccanismo.

La tecnologia BLE con beacon non è ancora così radicata e nota, occorre mettersi nei panni dei clienti e venire incontro alle necessità rendendo l’esperienza piacevole, semplice e di valore.

5. Non voglio Spam

Una delle obiezioni che più spesso è stata mossa – all’inizio dello sviluppo della tecnologia con beacon – riguarda proprio la percezione dell’utente di ricevere spam, finendo invaso da messaggi pubblicitari o comunque avvisi non solo inutili per l’utente stesso in quel momento, ma addirittura fastidiosi.

L’unica vera opportunità per evitare questa percezione è curare contenuti e interazioni, proporre un reale valore contestualizzato, personalizzato il più possibile, variando i contenuti, valutando soluzioni creative a rendere sempre più unica l’esperienza.

Ciò che viene proposto all’utente deve aggiungere e integrare l’esperienza fisica, diversamente il proximity marketing perde di attrattiva, non è in grado di coinvolgere e colpire gli utenti.

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Photo credit: Miriade spa

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