Non sai cucinare? C’è la padella intelligente

SmartyPans from Rahul Baxi on Vimeo.

In questo periodo di feste è comune ritrovarsi tra i fornelli.
Ma – nonostante la grande diffusione di programmi e format Tv, libri e siti dedicati al “cooking” con approcci anche molto diversi – saper cucinare non è scontato.
Io, ad esempio, non sono mai stata particolarmente amica di forni e fornelli, e con i tempi di cottura e le temperature faccio spesso confusione. ;)

Che si fa? Dal mondo dell’IoT ci viene in auto la padella intelligente. Ne trovate un esempio nel video in apertura a presentare Smartypans che è una delle soluzioni disponibili.

Si tratta di una padella con appositi sensori nel fondo in grado di monitorare la temperatura interna, il peso degli ingredienti e l’umidità. Ma non è finita qui. La padella, attraverso un trasmettitore bluetooth (di solito inserito nel manico), invia le istruzioni corrispondenti alla App che può così fornire tutte le utili istruzioni al ‘cuoco di casa’ direttamente sullo smartphone. Le App realizzate dalle società produttrici delle padelle intelligenti sono sempre più risorse ricche di spunti, ricette, fonti di idee per scegliere ingredienti, per valutare tempi e modalità più adatte ad arricchire il proprio menù del momento quanto per organizzare pranzi e cene con portate sempre diverse.

“Molto più d’un sensore in una padella, un’esperienza completamente nuova in cucina” è la definizione di Pantellingent, un altro esempio di padella intelligente, raccontata su Kickstarter dove la si può anche acquistare.
Dalla diretta voce del co-fondatore Humberto Evans, nel prossimo video potete seguire il demo completo sul funzionamento della App e della padella. Evans ci mostra come cucinare seguendo le informazioni e le istruzioni che la App propone passo dopo passo, in modo semplice ed intuitivo.

.

I vantaggi di questo tipo di strumenti sembrano essere evidenti: dalla possibilità di lasciare i fornelli per intrattenere gli ospiti (dal momento che la App avvisa in tempo reale delle necessità di intervento), al seguire ricette e istruzioni anche senza conoscerle e scegliendo all’ultimo momento fino alla condivisione della preparazione con amici e parenti.

Lo si potrebbe, forse, definire cucinare a ‘cuor leggero’ per chi – come me – ha sempre temuto le sfide ai fornelli.

Un aiuto dall’ “internet delle cose” per migliorare la qualità della vita?
Voi che ne pensate?

“Internet delle cose” anche abbreviato in IoT: cosa significa?

 Lo IoT European Research Cluster ne ha coniato una definizione:

“Un’infrastruttura di rete globale dinamica, con capacità di auto-configurazione basata su protocolli di comunicazione standard e interoperabili in cui “cose” fisiche e virtuali con identità, attributi fisici e personalità virtuali utilizzano interfacce intelligenti, e sono perfettamente integrati nella rete d’informazione.”

Ma, in pratica, cosa sono?
Ce lo spiega Agnieszka Szambelan, R&D Team Leader Miriade:

“Il termine IoT indica una serie di oggetti intelligenti che, in presenza di una connessione wireless, sono in grado di mandare un segnale. Ma non si ferma qui: il segnale permette loro di mandare un messaggio ad un altro oggetto, raccogliere dati, elaborarli e trasmetterli in piena autonomia, via Internet. Questi piccoli dispositivi possono comunicare ed interagire tra di loro, prendere le decisioni e intraprendere delle azioni per gestire o controllare un certo fenomeno. Spesso viene usato termine il machine-to-machine (M2M) o machine-to-infrastructure (M2I). I sistemi che permettono alle “cose” di comunicare e scambiare dati si basano sulle infrastrutture Cloud. La quantità di dati rilevati e analizzati è enorme e spesso sfrutta le tecnologie già sperimentate nel campo BigData. Vediamo quindi come IoT rappresenta una naturale evoluzione del computing technology preceduta dalle conquiste del Cloud e BigData, due fenomeni che abbiamo visto nascere e prendere piede negli ultimi anni.”

Per ulteriori chiarimenti, l’articolo completo: “6 cose da sapere su Internet of Things”

Share this Story

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>