L’anno di SoLoMo

L’anno di SoLoMo

L’origine

L’acronimo SoLoMo nasce nel 2010 quando John Doerr – partner della californiana Kleiner Perkins Caufield & Byers – assieme ad altri due soci, Gordon e Chien, lavoravano a una presentazione. Stando a quanto racconta Mashable in un articolo dell’aprile 2013, i tre erano nella sala di pranzo della casa di Doerr.

Tutto in realtà è iniziato qualche mese prima, con un guest post scritto dai tre e pubblicato su TechCrunch a inizio 2010. Nell’articolo si trattava della prima generazione di iPad immessi nel mercato da Apple, sostenendo che avrebbero contribuito a un cambiamento verso un’era di tecnologia ‘pro-attiva’ in grado di funzionare “senza soluzione di continuità, con discrezione e comodamente negli spazi tra le persone”.

Doerr sosteneva che il cambiamento in corso era in realtà una sorta di “terza onda”. La prima era stata scatenata dall’avvento dei personal computer, la seconda da internet. La terza, invece, era causata – sempre secondo Doerr –  dalle opportunità generate dal combinare piattaforme mobile, social network e le attività commerciali locali.

Tornando a metà 2010, mentre i tre lavoravano alla presentazione, si sono resi conto della necessità di un termine unico a riunire le tre tendenze rilevate. “Questi tre mega-trend avevano bisogno di un unico concetto per esprimerne l’essenza e le dinamiche inclusive – ha dichiarato Chien – perché proprio dall’integrazione di questi mega-trend sono in fase di creazione e sviluppo molti prodotti e servizi.”

Definizione

Dopo vari tentativi, alla fine coniarono “SoLoMo” dall’unione abbastanza semplice e ovvia tra “social” “local” e “mobile”. Il termine si è poi diffuso a macchia d’olio diventando virale in poco tempo, e rimanendo oggetto di analisi, studi e comparazioni fino ad oggi.

Sviluppi

Se però fino al 2013 il termine SoLoMo è stato usato di frequente per analisi generiche e proposte da testare, il 2014 è stato l’anno delle prime concrete realizzazioni anche grazie all’uso della tecnologia BLE con beacons. Le piattaforme sviluppate, anche in settori diversi, hanno mostrato il potenziale dei dispositivi in grado di collegare strettamente un’azione, un momento, una circostanza “local” con altre azioni, interazioni, contenuti e dinamiche “mobile” comprese le condivisioni e connessioni “social”.

Secondo il rapporto di Salesforce sullo stato del marketing nelle tecnologie per il 2015, si prevedono – per tre delle cinque principali aree di marketing – maggiori investimenti nei social network, compresa la pubblicità, le attività di social media marketing e il social media engagement. La quarta area è il marketing locale e la quinta è il mobile.

Stando alle analisi su Saleforce – esposte in un articolo del 13 gennaio su Venture Beatl’anno di SoLoMo sarà il 2015 con evoluzioni ed implementazioni previste negli anni successivi, sebbene va riconosciuto che in tutte le analisi di fine 2014 e inizio anno nuovo non mancano dinamiche consolidate come il website, il social media engagement, le landing pages, SEO e SEM, ma anche l’email marketing e i banner pubblicitari.

Jeff Rohrs, il responsabile Saleforce in approfondimenti di marketing, sostiene la necessità di un approccio integrato che però richiederà in tutte le realtà – grandi Brand quanto piccole attività, agenzie di pubblicità e multinazionali – l’impiego di diverse risorse ed economie importanti, molto lavoro umano, analisi, test, e strumenti. Non sarà, in conclusione, un processo semplice né scontato, ma pieno di potenziale e opportunità per costruire sul territorio unendolo alle connessioni social e al mobile (il cui uso è tutt’ora in forte crescita).

Photo credits immagine in apertura.

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