Nuove frontiere con i beacon: il teatro immersivo

Nuove frontiere con i beacon: il teatro immersivo

Dustin Freeman ha terminato il dottorato di ricerca presso l’Università di Toronto nel maggio 2015, attualmente lavora come ingegnere interazione spaziale.

Joshua Marx  insegna recitazione all’Università San Jose State e lavora come attore per la Actors’Equity Association.

Insieme – Freeman e Marx – hanno realizzato il primo esperimento di teatro immersivo attraverso l’uso della tecnologia beacon sviluppata a Webble SmartSpot.

In pratica un preciso luogo – fin ora è stato utilizzato un bar chiuso di giorno – viene trasformato in un vero e proprio palcoscenico all’interno del quale lo spettatore – sempre unico, per ora – può interagire e immergersi nell’ambiente stesso.

Realizzazione pratica

Il duo, forte delle rispettive competenze – matematiche e di programmazione di Freeman, creative e visionarie di Marx – hanno lavorato ha una complessa ‘architettura’ impostata ad hoc per il luogo fisico, posizionando i beacon e configurandoli affinché interagiscano con uno smartphone.

Ma non è tutto.

Lo spettatore, per “immergersi” completamente nell’esperienza, deve avere gli auricolari nelle orecchie e grazie ai segnali audio nonché attraverso il raggio di trasmissione di ogni beacon, è in grado di ricevere informazioni e interazioni che si attivano soltanto in precisi punti del luogo o nelle vicinanze di oggetti specifici.

Il teatro immersivo

Il concetto di teatro immersivo – per come è stato concepito da Freeman e Marx – non è solo legato alla possibilità per ogni spettatore di diventare un personaggio della stessa storia, quanto di esserlo in modo attivo, ovvero potendo scegliere tra alcune variabili che si presentano mano a mano che procede nell’esplorazione del luogo.
Si tratta, in altre parole, della stessa idea alla base di altre dinamiche narrative “da coinvolgimento diretto” come i “gamebook” molto popolare negli anni Ottanta dove la lettura non avveniva in modo lineare, seguendo l’ordine dei capitoli, bensì al termine di ognuno il lettore poteva scegliere tra almeno due percorsi e passare alla lettura di un capitolo indicato dalla scelta stessa.

Nuove frontiere con i beacon

In questo blog forniamo di frequente case history o suggerimenti generalmente facili da applicare o testare, in questo caso proponiamo una realtà concreta ma decisamente innovativa, una nuova frontiera nell’uso dei beacon fondata su importanti attività di programmazione che poggiano sulla tecnologia Bluetooth Low Energy dei beacon (maggiori informazioni sul progetto e la struttura sul sito di Freeman).
La sfida è indubbiamente coinvolgente e stimolante, aperta a scenari e opportunità creative nuove, per certi versi sembra avere delle assonanze con la c.d. “realtà virtuale” a parte una sostanziale differenza di base: Freeman e Marx hanno puntato tutto sul ‘live’, sull’esperienza fisica, partendo da luoghi precisi in cui devi trovarti fisicamente e da cui poi inizia un’avventura a unire creatività, risorse digitali e diverse modalità di interazione.
 Nel video di seguito, realizzato proprio da Freeman e Marx, un esempio di esperienza diretta di teatro immersivo:
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Photo credit immagine in apertura

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