iBeacons nel baseball

iBeacons nel baseball

La Major League Baseball ufficializzò l’interesse per la tecnologia BLE con beacons nel settembre 2013.
Chad Evans, capo sviluppatore dei prodotti mobile della Major League Baseball, dichiarò: “Siamo il baseball, non una piccola startup. Vogliamo essere veloci e afferrare nuove opportunità, di certo non confondere i fan” (dall’articolo su TechRunch del 29 settembre 2013).

L’idea della MLB in realtà era sin dall’inizio semplice: una piattaforma a disposizione di qualsiasi squadra che potesse così personalizzare i proprio campi posizionando beacons.

Alcune idee sviluppate per prime?

Entrando uno stadio si viene accolti da un messaggio di benvenuto, proseguendo si riceve un video che racconta la storia dello stadio stesso, infine raggiungendo le gradinate si riceve la prima notifica per uno spuntino a base di hotdog (what else?) a 2$.

Ma le opportunità, in effetti, possono essere molte anche a seconda delle strutture, gli esercizi commerciali presenti in loco, le caratteristiche di squadre, giocatori, del territorio quanto del passato sportivo: tutti elementi che possono diventare contenuti a disposizione del visitatore in grado di riceverli attraverso la App.

La MLB ha iniziato con 28 parchi ma già nel luglio 2014 è stato annunciato l’inizio di quella che è stata definita “la fase due” (dall’articolo su TechRunch del 10 Luglio 2014) ovvero un potenziamento nella presenza ma soprattutto negli usi dei beacons: durante i noti All-Star Game per fornire ai presenti nuove interazioni e contenuti aggiuntivi come video live, streaming in diretta. L’obiettivo è evidente: rendere l‘esperienza sui campi sempre più coinvolgente, unica, e personalizzata potendo fruire di informazioni, video, e interazioni che non sono a disposizione di chiunque, bensì destinati esclusivamente al pubblico presente negli specifici eventi sportivi.

Da sempre attenti e vicini alle tecnologie, i Giants di San Francisco non potevano lasciarsi sfuggire i primi test con beacons.
Già nel 2000 resero disponibili per i fans le prime coperture per cellulari dentro gli stadi e nel 2004 ottennero il primato di rendere disponibile hotspot WiFi durante le partite. Con l’istallazione dei primi beacons, la squadra ha ampliato la larghezza della banda mobile.

Attraverso la App dei Giants si possono ricevere mappe, informazioni, video, indicazioni sul proprio posto, e notifiche promozionali. Secondo Bill Schlough, capo dell’ufficio informazioni dei Giants, la tecnologia con beacons apre mondi di possibilità per le società (dall’articolo su Engadget del marzo 2014) in particolare quando la Major League Baseball lascerà più libertà alle singole squadre una volta stabilizzato l’uso delle piattaforme e dei dispositivi, garantendo la sicurezza e il valore aggiunto per gli spettatori.

In conclusione ci si aspetta un incremento progressivo e capillare di iBeacons nel baseball americano, più le App e le dinamiche d’uso della tecnologia BLE entrano nelle abitudini dei fans, soddisfandone bisogni, integrando e arricchendo l’esperienza di assistere alle partite sui campi di gioco.

Che ne pensate? Assistere a un evento sportivo può essere un’esperienza più coinvolgente e personalizzata introducendo l’uso di beacons ad esempio negli stadi o nei palazzetti?

Photo credit immagine in apertura

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