I miei clienti non capiscono i beacon

I miei clienti non capiscono i beacon

Sebbene della tecnologia beacon si parla e si scrive con interesse crescente negli ultimi anni, e sebbene si stiano moltiplicando le società che si dedicano a perfezionare o letteralmente creare nuovi usi e potenzialità, la realtà pratica – il quotidiano – non sempre racconta la stessa storia.

Come ogni evoluzione nel comportamento e nelle abitudini dei consumatori – di chiunque in pratica possa avere la necessità, o scegliere, prima o poi di acquistare beni o servizi – è importante non trascurare la transizione.

La transizione è quel periodo durante il quale si spiegano usi e dinamiche, si insegnano e mostrano i potenziali, si avvicinano attività e clienti a quei meccanismi che prima non c’erano o erano comunque meno diffusioni.

In sostanza il cliente va abituato alla novità, va introdotto e guidato verso nuove potenziali opportunità ed esperienze.
Naturalmente nulla avviene all’improvviso, da un giorno all’altro.

I miei clienti non capiscono i beacon

L’introduzione nella propria attività di dispositivi beacon e dell’uso di una App non è, nella pratica, un passaggio automatico, men che meno indolore. In questo blog ci siamo spesso occupati di analizzare esempi concreti di chi lo ha già fatto e abbiamo proposto ispirazioni e consigli per sfruttare al meglio le opportunità della tecnologia senza dimenticare le necessità della propria realtà.

Allo stesso modo, però, anche nella c.d. “customer experience” – l’esperienza del cliente – l’introduzione della tecnologia con beacon non può essere considerata rapida e semplice.

Il consumatore ha bisogno di:

  • poter usufruire della novità, sarà dunque necessario avviare un processo che permetta al maggior numero di clienti di poter accedere alla tecnologia (nello specifico con App compatibili con tutti gli smartphone più recenti, ad esempio, quanto rendendo disponibile una connessione web free nei locali dove sono posizionati i beacon ed entro i perimetri di collegamento con la App);
  • capire come funziona: è importante mettere a disposizione del cliente quante più informazioni possibili, anche con modalità diverse per metterlo a proprio agio e facilitarlo nelle comprensioni;
  • avere il tempo di fare prove per iniziare a percepire la App e le possibilità al suo interno come parte dell’esperienza nel negozio quanto ovunque si trova (evento, fiera, concerto, locale, la sala d’attesa del dentista, un ufficio comunale…);
  • essere affiancato e sostenuto, ricevendo interazioni e usi personalizzati, che possano mostrargli in che modo le tecnologia è in grado di arricchire la sua – proprio la sua, non quella di tutti in generale – esperienza;
  • far entrare nel proprio quotidiano la novità, rendendola parte di quei quei gesti automatici compiuti ogni giorno esattamente come accadde per l’uso del carrello per fare la spesa, o per le offerte promozionali periodiche in specifici reparti.

Affrontalo come una maratona

In un articolo pubblicato su Digital Marketing Magazine lo scorso maggio, Sebastian Dreyfus – amministratore delegato di Rosetta Europe – fa notare come è impossibile introdurre novità tecnologiche nelle routine dei consumatori come fossero sprint, piuttosto il passaggio dovrebbe essere gestito come una maratona.

Ogni potenziale cliente è diverso e unico, ha esigenze specifiche, ha esperienze e comportamenti non sempre standardizzabili: non è dunque possibile percepire l’introduzione della tecnologia beacon come uno sprint, qualcosa che basta vedere e provare una volta. Deve entrare negli usi e nelle pratiche quotidiane, deve farsi largo nella vita di chiunque e diventarne un ingrediente.

L’utente dovrebbe arrivare a considerarlo come un elemento parte dell’esperienza, deve sentirsi completamente a proprio agio, padroneggiarne il funzionamento e la presenza fino a non accorgersi di usarlo. Questo è il vero impegno, la maratona – come l’ha definita Dreyfus.

La prossima volta che penserai “i miei clienti non capiscono i beacon” prova a considerare se hai fatto abbastanza per far entrare la tecnologia beacon nell’esperienza del consumatore: puoi migliorare qualcosa?

Fonte immagine in apertura

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