Le etichette intelligenti (beacons object-tags)

Le etichette intelligenti (beacons object-tags)

Ti sei preparato con cura, hai controllato il percorso, hai considerato il tempo che ti servirà per arrivare. Sei pronto per uscire, in perfetto orario.
Ma non trovi le chiavi.
È un fenomeno inspiegabile, te lo ripeti mentre cerchi ovunque tra cassetti, tasche, cuscini, e ripiani. Le metti sempre nello stesso posto, sono sempre lì. Oggi no però.
E più cerchi, meno ti sembra di avvicinarti alla soluzione. Il tempo scorre e delle chiavi nessuna traccia. 

E se invece le chiavi potessero lasciare tracce?
Se potessero essere rintracciate?

Negli ultimi due anni alcune realtà aziendali di tutto il mondo hanno sviluppando l’uso della tecnologia BLE con beacons “object-tags” ovvero come vere e proprie etichette che permettono di rintracciare – comunicando con una App – l’oggetto su cui sono stati posizionati i dispositivi stessi.

Un esempio per capirne il funzionamento ce lo fornisce la realtà francese Ticatag: in questo video la loro proposta, ti’Be, ha l’aspetto di un portachiavi ma – a differenza di uno tradizionale – al suo interno c’è un beacon che si collega alla App attraverso la quale si concretizzano tutte le azioni: rintracciare le chiavi, segnalare di averle perse, ricevere l’avviso da un altro utilizzatore nel caso le abbia ritrovate.

“Everyone will lose stuff all the time”. Lo dice Jon Mitts, inventore di StickNFind, nel video che potete vedere sopra, dell’autunno 2012. La società – fondata nel 2004 in Florida, tra le prime a sostenere l’uso di beacons object-tags – propone un dispositivo bluetooth location sticker, funzionale e di design, grande quanto una moneta e applicabile ovunque. Lo sticker facilita il ritrovamento emettendo suoni e illuminandosi, può essere attaccato alla medaglietta di un animale quanto a oggetti considerati importanti come valigie, portafogli, borse, cellulari, tablet e altro ancora. Attraverso la App si può monitorare la distanza dallo sticker e ricevere avvisi quando supera i parametri di localizzazione impostati.

Le possibili applicazioni nella vita di tutti i giorni possono essere diverse.

“Make losing things a concept of the past” è il messaggio di Tile App il cui motto ruota attorno al sogno di tanti: perdere qualcosa accadeva in passato. D’altra parte, chi non vorrebbe smettere di preoccuparsi degli oggetti persi o dell’eventualità di non trovarli più? Specie se importanti per le necessità pratiche ma anche per quelle affettive.
Date un’occhiata alle brevi storie nel video a raccontare Tile App: impossibile non riconoscersi almeno in una delle situazioni proposte. A voi è successo?

Arrivati a questo punto – dopo aver considerato alcune soluzioni d’uso dei beacons come “object-tags” e averne immaginato l’ingresso nella vita di tutti i giorni – una domanda fa capolino: abbiamo bisogno di etichettare e rendere potenzialmente rintracciabile qualsiasi cosa?
Borse, chiavi, portafogli, portatili, cellulari ma anche tazze, gioielli, biciclette, giochi e perfino i figli mettendo i dispositivi ad esempio sulle scarpe che indossano o nello zaino che usano a scuola o nella borsa per lo sport: quanto serve davvero monitorare percorsi, distanze, localizzazioni di ogni possibile “cosa che amiamo”?
Onestamente non ho ancora una risposta.
È un momento di grande fermento anche creativo nelle applicazioni e diramazioni attorno alla tecnologia BLE, i dispositivi e le soluzioni diventano sempre più facili da usare e alla portata di tutti. I racconti e le proposte d’uso sono propositive, mostrano storie che hanno sviluppi concreti – negli ultimi dieci anni ho perso le chiavi di casa tre volte e le ricordo tutte alla perfezione, potermi evitare l’esperienza una quarta volta è un ottimo incentivo!

Ciò nonostante la possibilità di collocare beacons object-tags ovunque rischia di diventare una moda fine a sé stessa, ma anche un approccio specifico per tenere sotto controllo una fetta del ‘proprio mondo’ composta da oggetti quanto da persone. Probabilmente è la quantità di controllo a fare la differenza. Un dispositivo da mettere sul portachiavi può essermi di aiuto, più d’uno chissà.

Voi li usereste? In che modo?

Un altro spunto d’uso da Nivea che per l’estate 2014 ha proposto un braccialetto per bambini dotato di beacon per permette ai genitori di controllare la posizione dei propri figli attraverso l’apposita App del Brand (anche strumento per la strategia di marketing del periodo).
L’idea ruota attorno alla sicurezza che il Brand sostiene in duplice veste, con i propri prodotti per la cura della pelle, e con questo gadget per controllare facilmente gli spostamenti dei figli piccoli all’aperto.

Photo Credits immagine in apertura: Nextshark.com da un articolo sul prodotto Tile App.

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