Beacon e privacy: rispetta gli utenti e tutelali

Beacon e privacy: rispetta gli utenti e tutelali

Il 2014 è stato l’anno delle prime concrete diffusioni della tecnologia BLE con beacon, diverse società ma anche singoli ideatori hanno iniziato a proporre in tutto il mondo prodotti anche molto specifici le cui piattaforme collegate ad App personalizzate, hanno iniziato a mostrare il potenziale di questa tecnologia in tanti ambiti diversi del vivere quotidiano – dagli eventi sportivi ai viaggi in aereo, dallo shopping ai social network local-based, dall’inserimento nelle vetrine al ritrovamento di oggetti, per non parlare delle esperienze nei musei e nei negozi.

Una delle obiezioni che ricorrono, però, – sia dagli utilizzatori quanto da chi scopre in questo periodo le possibilità d’uso - è legata alla privacy.

La privacy è tutelata da normative in tutto il mondo, Italia compresa, ma è molto più di questo.
La privacy ha a che fare con l’approccio di ogni potenziale utente, specialmente perché può condizionarne le prime intenzione, compresa la voglia, a curiosità di provare una nuova piattaforma o una App.

In un periodo storico dominato dalle tecnologie, da dispositivi che ormai ci seguono ovunque, può diventare ragionevolmente facile acquisire ogni tipo di informazione sull’utente: dalla posizione geografica, ai dati anagrafici, perfino dati di accesso riservati ma anche comportamenti, gusti e preferenze, luoghi reali e virtuali frequentati, amicizie on e offline e così via.

Ecco perché la privacy non può e non deve essere sottovalutata.

La privacy è rispetto e fiducia

Qualunque strategia di marketing mira a instaurare un legame con il proprio cliente, indipendente dagli strumenti e le metodologie applicate: l’obiettivo comune è dar vita e crescere un rapporto che duri il più a lungo possibile.

Fiducia e rispetto sono dunque fondamenta cruciali in questo processo, anche quando si tratta di avviare una strategia di proximity marketing o di App marketing: se l’utente avrà l’impressione di ricevere continuamente spam o che i suoi dati possono essere facilmente acquisiti e usati senza il proprio consenso (in particolare informazioni “sensibili” come posizioni geografiche o azioni specifiche compiute), verrà a mancare la serenità per comprenderne il potenziale.

Rispetta gli utenti

Gli utenti possono essere persone anche molto diverse tra loro, con conoscenze, paure e aspettative a volte decisamente variegate.
Rispettarli è però un passo decisivo: informali nei modi più chiari e semplici possibili sulle procedure e le dinamiche che tutelano la privacy all’interno della piattaforma quanto della App collegata ai beacon, rendili consapevoli di quali dati e in che modo verranno trattati.

Non si tratta semplicemente di inserire un messaggio push o un avviso durante l’iscrizione alla App, né di creare una pagina apposita sul sito o sulla piattaforma d’uso: si tratta di accertarsi che l’utente si senta rispettato e al sicuro.

Sempre semplice? Lo fanno tutti? Sono aspetti su cui è ancora necessario riflettere e confrontarsi. Specialmente per quanto riguarda le applicazioni sempre più spesso disponibili gratuitamente e con istallazioni e procedure di iscrizione sempre più rapide e semplificate: finché l’utente avrà l’impressione di non essere del tutto al sicuro, c’è ancora da fare.

Tutelali

Una delle principali ragioni di diffidenza nei confronti di strumenti collegati a beacon riguarda l’uso e le modalità d’inserimento che gli strumenti stessi hanno nel quotidiano di chiunque.

“Ma dalla App si vede dove mi trovo ora?”
“Quante volte riceverò messaggi mentre sono in giro?”
“Se utilizzo un coupon o compio altre azioni, chi lo saprà?”
Sono alcune dei dubbi più comuni, più che legittimi che partono proprio dai timori diffusi sul mancato rispetto della privacy o sull’uso non del tutto corretto di dati e informazioni.

Tutelare i propri utenti non può dunque essere un argomento secondario: è fondamentale che ogni azione e ogni uso di informazioni sia chiaro all’utilizzatore.

Di nuovo non si tratta di far accettare delle comuni “condizioni d’uso”, ma di assicurarsi che l’utente si senta tutelato, che sappia come, dove e quando verranno utilizzate informazioni e con che finalità.

Anche se può sembrare scontato, per chi utilizza la tecnologia BLE con beacon, non va mai dimenticato che per gli utenti nulla è ovvio e metterli in condizione di capire è alla base di qualunque rapporto. Si possono creare tutorial, magari con video, per chiarire in che modo i dati vengono utilizzati, e come ‘operano’ i beacon collegati alla App e alla piattaforma di gestione.

Naturalmente la regola numero uno resta: mantenere le promesse.
In particolare per quanto riguarda la privacy è fondamentale che il funzionamento di App e strumenti con beacon sia conforme a quanto dichiarato agli utenti, dunque acquisire esperienze, testare e verificarne il funzionamento non è decisamente un optional.

Photo credit immagine in apertura

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