Beacon e automobilismo: il caso di Ford

Beacon e automobilismo: il caso di Ford

Immagina di entrare da un concessionario, stai cercando un’auto da un po’, hai fatto ricerche, comparato prezzi, valutato le opzioni ma sei ancora indeciso.

Ti fermi accanto all’auto che hai in lista, la sbirci da lontano poi ti avvicini e in quel momento ricevi una notifica nel tuo smartphone. E un’altra. E un’altra ancora.

Più ti sposti attorno e dentro l’auto, più ricevi indicazioni, video, immagini con dettagli dell’auto, le caratteristiche tecniche, le opzioni tra cui scegliere per personalizzarla…

Inizia così una delle possibili esperienze che potresti vivere anche tu entrando in un concessionario Ford.
La casa automobilistica statunitense sta per iniziare un progetto pilota legato all’uso dei dispositivi beacon all’interno di alcuni showroom per testarne l’efficacia nella strategia di marketing in corso legata a processi di vendita indipendenti che iniziano già con le prime connessioni online.

Trisha Habucke, digital manager di Ford.com, ha dichiarato lo scorso giugno che ci sono stati evidenti cambiamenti nei comportamenti d’acquisto dei clienti. “Cinque o sei anni fa la gente si recava dai rivenditori anche quattro o cinque volte prima di perfezionare l’acquisto – ha spiegato Habucke – mentre oggi quando si entrano in un concessionario hanno le idee più chiare e si sono già informati di solito nel web, hanno un’idea abbastanza precisa dei prezzi che possono ottenere e non hanno più lo stesso bisogno di un venditore a disposizione” (Fonte WardsAuto).

Potrebbe essere una piccola rivoluzione che si sta facendo largo nelle comunicazioni e le strategie di marketing del settore: entrando in uno showroom il potenziale cliente potrebbe ricevere informazioni diverse muovendosi fisicamente attorno o dentro la vettura, grazie ai beacon posizionati sull’auto stessa e attraverso la gestione di contenuti specifici, personalizzati a seconda del modello e dell’utente.

Se la fase pilota dovesse dare i risultati attesi, il progetto potrebbe essere applicato anche ai periodi di offerte speciali, come i week end dedicati a lanciare nuovi modelli o le esposizioni durante fiere e altre manifestazioni.

Il progetto pilota dovrebbe essere iniziato proprio nell’estate 2015 appena conclusa – sebbene non sono ancora disponibili aggiornamenti né dati certi sulla tecnologia con beacon utilizzata: probabilmente Ford opterà per una piattaforma proprietaria e una App dedicata da cui integrare anche le visite online al sito pre acquisto in modo da monitorare i reali comportamenti degli utenti in ogni fase del processo di comunicazione e marketing digitale fino all’attuazione di strategie di proximity marketing durante le visite negli showroom o nei concessionari selezionati.

 Come già spiegato nell’articolo sul comportamento del consumatore: lo shopping ha cambiato modalità pratiche, sempre più spesso prima dell’acquisto si cerca un confronto nel web, si valutano recensioni o commenti, si rintracciano – di fatto – le opinioni altrui.

  • Nel settore automobilistico questa evoluzione ha portato a nuove dinamiche nel rapporto ‘fisico’ con i concessionari e Ford sta mostrando la precisa intenzione di non voler restare indietro, proponendo modalità sempre più vicine ai potenziali acquirenti, in particolare alla Generazione C.

 

Potrebbe portare all’ennesima riduzione di personale tra rivenditori, concessionari e showroom?

Stando a quanto previsto da ciò che è stato diffuso sul progetto pilota Ford, l’intenzione non è di certo quella di ampliare l’organico dei venditori quanto di rendere le vendite sempre più indipendenti, lasciando libero l’utente potenziale cliente di reperire informazioni online ma anche in loco, fisicamente, attraverso gli strumenti digitali. Ciò nonostante non è possibile valutare se e con che impatto per i venditori, che restano una risorsa a volte in grado di fare la differenza grazie all’imprevedibilità del fattore umano.

 

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