[Come si fa] App marketing nel 2015

[Come si fa] App marketing nel 2015

L’App marketing non è un’attività immobile e assoluta, ci sono senza dubbio della basi da cui partire, e indicazioni complessive utili, ma è altrettanto importante non dimenticare che l’App marketing nel 2015 non può adagiarsi su certezze.

Attualmente si stimano 1,2 milioni App scaricabili tra Google Play e Apple Store.

Le applicazioni si sono diffuse a macchia d’olio in seguito all’aumento negli acquisti di device: smartphone e tablet sono entrati anche in Italia nelle case, nelle dinamiche professionali, tra gli strumenti d’uso per finalità e ragioni anche molto diverse tra loro.

Attraverso le App sta cambiando il modo con cui le persone creano, utilizzano, condividono e rintracciano informazioni e – contestualmente – il modo di comunicare di Brand e azienda si adegua sempre più alle dinamiche relazionali, di ricerca, bisogni e sharing degli strumenti tecnologici.

Inizialmente l’App marketing era concentrato sulla strategia di acquisizione ovvero sulla necessità primaria di attirare nuove utenti disposti a scaricare l’applicazione. Non a caso il numero di download dagli store era il parametro atteso e temuto a decretare parte del successo (o dell’insuccesso) di una App.

Oggi però il mercato è sempre più saturo di applicazioni, ed è stato stimato che almeno il 20% delle App viene utilizzata solo una volta poi finisce cancellata o dimenticata. E’ dunque diventato imperativo occuparsi della redditività almeno nel medio periodo, costruendo con e attraverso le App conversioni oltre il mero download iniziale, anzi, soprattutto rispetto ad ogni potenziale azione, reazione e interazione realizzata in seguito.

Il presente – ma anche il futuro – dell’App marketing è dunque in continua evoluzione. In particolare sarà sempre più necessario integrare dispositivi e arricchire l’esperienza dell’utilizzatore che cerca sempre di più valore aggiunto, ragioni valide per fruire di un dato prodotto (anche se disponibile gratuitamente come già accade per diverse App).

Come si fa UBIIKA

App marketing nel 2015: cosa non può mancare nelle strategie

Le campagne di lancio e acquisizione nuovi utenti non sono più un segreto per molti Brand ed esperti comunicatori, parallelamente le applicazioni sono sempre più strumenti ‘chiave’ per la quantità di informazioni che possono rintracciare sugli stessi utenti (caratteristiche, comportamenti, reazioni in date situazioni o contesti o argomenti, preferenze, desideri e necessità).

Resta un problema per nulla secondario: come si consolidano gli utilizzatori di App? E’ possibile renderli attivi e costanti nell’uso e nella presenza?

La risposta sembra essere in un approccio preciso, declinabile in tanti modi: la App deve costruire interazioni, abbattere la barriera dell’unidirezionalità e stimolare l’utente periodicamente. Come? Attraverso notifiche, messaggi in target personalizzati, sincronizzazioni tra dispositivi.

I messaggi e le notifiche da App sono strumenti relativamente nuovi, e le strategia di App marketing stanno tutt’ora cercando soluzioni in linea con gli obiettivi del Brand senza scivolare in comportamenti che rischiano di infastidire l’utente o comunque assillarlo.

L’obiettivo generale dovrebbe essere la cura, l’attenzione, la personalizzazione. Attraverso la App l’utente deve sentirsi coccolato, ecco perché anche le notifiche e i messaggi non possono trascurare le caratteristiche dei riceventi, il contesto e le dinamiche d’uso e di relazione innescate dalla stessa applicazione.

Riassumendo: l’App marketing nel 2015 non può fondarsi su App ‘passive’ che non si relazionano con l’utente, è anzi necessario personalizzare messaggi, fornire stimoli e notifiche che periodicamente costruiscono un contatto e favoriscono la volontà dell’utente di proseguire nell’uso e nelle interazioni attraverso la App.

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